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DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI ADOTTATI
Testo di Michele Augurio
IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE - PROGRAMMAZIONE DELLE AZIONI E PROPOSTE OPERATIVE
Premessa
Rilevante presenza dei minori adottati nelle scuole
Presenza di una grande varietà di situazioni e, di conseguenza, di bisogni
Emerge la necessità di conoscere e considerare, pur senza dare per scontato la presenza di problematicità dei minori adottati, una innegabile connessione con alcuni fattori di rischio e vulnerabilità, una fragilità emotiva
Necessità di confronto con il mondo della scuola e famiglia, rappresentando l’inserimento scolastico una tappa importante del cammino evolutivo e di crescita personale per ogni bambino
Bisogno di strutturare una metodologia di accoglienza scolastica, non solo per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, ma didattico e relazionale, in grado di garantire il benessere degli alunni sin dalle prime fasi di ingresso in classe e ponendo particolare attenzione ai passaggi da un ordine di scuola all’altro
IL VISSUTO DEL BAMBINO: esperienze sfavorevoli ricorrenti
La dolorosa realtà della separazione dai genitori di nascita e, a volte, anche dai fratelli
Condizioni di solitudine
Lunghi periodi di istituzionalizzazione
Esperienze di maltrattamento fisico e/o psicologico
Affidi o precedenti esperienza di adozioni non riuscite
Numerosi cambiamenti (linguistici, climatici, alimentari, ecc.)
Inserimento in contesti completamente nuovi e sconosciuti
Esigue e frammentarie informazioni su salute e vita pregressa.
LE AREE CRITICHE
Si evidenzia, in un numero significativo di bambini adottati, la presenza di aree critiche che devono essere attentamente considerate, ricordandosi che esse non sono presenti né, tantomeno, lo sono in egual misura in tutti i soggetti:
Difficoltà di apprendimento
Difficoltà psico-emotive
Scolarizzazione nei Paesi d’origine
Bambini segnalati con bisogni speciali o particolari
di due o più minori
di bambini di sette o più anni
di bambini con significative problematiche di salute o di disabilità
di bambini reduci da esperienze particolarmente difficili e/o traumatiche
Età presunta
Preadolescenza e adolescenza
Italiano come L2
Identità etnica.
Ambito amministrativo-burocratico
L’iscrizione
Costituisce per tutte le famiglie un importante momento per fare una scelta consapevole e pienamente rispondente alle esigenze formative dei figli.
Le criticità e specificità possono essere plurime e richiedere soluzioni mirate per quanto riguarda modalità e tempi d’iscrizione, oltre che per i tempi di inserimento e per la scelta delle classi in cui inserire gli alunni.
Tempi d’inserimento
Sarà possibile, in casi particolari attentamente valutati dal Dirigente Scolastico, sentito il Team dei docenti, in accordo con la famiglia e con i servizi pubblici e/o privati che sostengono ed accompagnano la stessa nel percorso adottivo:
Procrastinare l’inizio del percorso scolastico di alcuni mesi
Derogare dall’iscrizione alla prima classe della primaria al compimento dei sei anni e rimanere un anno in più nella scuola dell’infanzia
Inserire il minore in una classe inferiore di un anno a quella corrispondente all’età anagrafica
Ambito comunicativo relazionale
Protocollo di prima accoglienza
Scambio di informazioni (DS – Referente per le adozioni – Famiglia – Operatori)
Eventuale elaborazione del Piano didattico personalizzato, per far fronte a bisogni educativi speciali “per motivi fisici, psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta” (DM 27/12/2012 e Circolare applicativa n.8 del 06/03/2013
Il rafforzamento della padronanza linguistica, in primis l’alfabetizzazione comunicativa e successivamente l’approccio alla lingua specifica dello studio.
Continuità nel percorso scolastico
L’essere adottati rappresenta una condizione esistenziale che dura tutta la vita
In ogni momento del percorso scolastico e della crescita possono emergere problematicità, insicurezze
Bisogna quindi prestare dovute attenzioni nei confronti degli alunni adottati, anche superata la prima fase di accoglienza e di inserimento
Molto critico e talvolta destabilizzante è, ad esempio, il passaggio tra ordini di scuola, con la discontinuità che ciò comporta (cambiamenti delle figure di riferimento, dei compagni, degli stili educativi e delle prestazioni richieste; linguaggio astratto, sintassi complessa, lessico specialistico; vissuti emotivi caratterizzanti la preadolescenza e l’adolescenza, fasi della vita in cui si va definendo l’identità)
LE AZIONI
Scambio di informazioni, incontri tra insegnanti, familiarizzazione con il nuovo ambiente
Particolare cura dei rapporti scuola-famiglia
Individuazione di un insegnante di riferimento all’interno del Consiglio di Classe
Attivazione tempestiva di intervento di recupero
Particolare attenzione al clima relazionale di classe
Sensibilizzazione ai temi dell’accoglienza, valorizzazione delle diversità e inclusione
Particolare attenzione al percorso di orientamento (aspettative troppo elevate possono generare ansia, senso di inadeguatezza, isolamento, chiusura, atteggiamenti provocatori e trasgressivi. Aspettative troppo basse possono generare una percezione di sé svalutata. Scelte scolastiche non ponderate finiscono per minare l’autostima ed esasperare le crisi adolescenziali)
CONTINUITA’ CON LE RISORSE DEL TERRITORIO
La multidimensionalità della condizione adottiva richiede che l’inserimento scolastico degli studenti adottati sia adeguatamente accompagnato e sostenuto, attraverso un lavoro coordinato tra Scuola, Famiglia, Servizi Socio-Sanitari, Associazioni Familiari e altri soggetti che si occupano di adozione sul territorio.
A livello delle singole scuole risulta, in particolare, opportuno che il personale scolastico abbia chiari i diversi ruoli dei soggetti coinvolti e ne possegga contatti e riferimenti utili.
Molto importante il ruolo del TAVOLO TECNICO PROVINCIALE DI LAVORO per il coordinamento delle azioni, quali:
- Promuovere e coordinare azioni e misure in tema di adozione, informazione e formazione
- Predisporre Protocolli d’Intesa o Accordi (SSN – EELL – Servizi del territorio – Associazioni Familiari……..)
- Costituire e coordinare gruppi di Referenti d’Istituto.
I RUOLI – CHI FA COSA?
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Individua il Referente d’Istituto
Predispone un protocollo di accoglienza, con attenzioni specifiche
Promuove la conoscenza e la condivisione delle Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati attraverso:
Collegio Docenti dedicato
Consiglio d’Istituto dedicato
Consigli di Classe
Rappresentanti dei genitori – Comitato dei genitori
Promuove attività di informazione, formazione e aggiornamento
Individua classe e sezione di inserimento dei neo-arrivati
Acquisisce e prende visione della documentazione fornita
Valuta l’opportunità di permanenza dell’alunno nella Scuola dell’infanzia oltre i 6 anni
Garantisce percorsi didattici personalizzati
Promuove e valorizza progetti di inclusione
Attiva il monitoraggio delle azioni messe in atto per favorire la diffusione di buone pratiche
Garantisce il raccordo tra tutti i soggetti coinvolti nel percorso post adottivo.
L’INSEGNANTE REFERENTE
Informa insegnanti e supplenti della presenza di alunni adottati nelle classi
Accoglie i genitori, raccoglie informazioni
Collabora a monitorare l’andamento dell’inserimento e del percorso formativo dell’alunno
Cura il passaggio di informazioni tra i diversi gradi di scuola e collabora a mantenere attivi i contatti con gli operatori che seguono il minore nel post adozione
Mette a disposizione degli insegnanti normativa e materiali di approfondimento
Supporto i docenti nella realizzazione del Piano Didattico Personalizzato
Collabora con il Dirigente Scolastico per condivisione delle Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati.
I DOCENTI
Partecipano a momenti di formazione mirata sulle tematiche adottive.
Propongono attività per sensibilizzare le classi all’accoglienza e alla valorizzazione di ogni individualità
Propongono particolare attenzione nella scelta dei libri di testo
Nel trattare tematiche “sensibili” (quali la costruzione dei concetti temporali, la storia personale, l’albero genealogico, ecc) informano preventivamente i genitori e adattano i contenuti alle specificità degli alunni presenti in classe
Predispongono percorsi didattici personalizzati
Mantengono costanti contatti con le famiglie e eventualmente con i servizi pubblici e/o privati che accompagnano il percorso post adozione.
SUGGERIMENTI PER UN BUON INSERIMENTO
Prediligere, nel limite del possibile, un team di insegnanti stabili che possano garantire una continuità di relazione interpersonale e un clima rassicurante
Creare un clima accogliente
Favorire l’alfabetizzazione emotiva
Sviluppare e rafforzare la resilienza nei bambini cresciuti in contesti difficili (si intende per resilienza la capacità di mitigare le conseguenze delle esperienze sfavorevoli vissute)
Favorire positive esperienze tra pari (studio, attività ludiche e sportive, amicizia)
Mantenere ritualità rassicurative (stesso posto in classe, in fila…)
Assegnare azioni cooperative
TEMPI E MODALITA’ D’INSERIMENTO DEI MINORI NEO ARRIVATI
Scuola dell’infanzia
Non prima di dodici settimane dall’arrivo in Italia
Nelle prime quattro settimane frequentazione di circa due ore, con preferenza nella mattinata, possibilmente in momenti di gioco e in piccolo gruppo
In seguito, alternanza tra mattina e pomeriggio
Scuola Primaria
Non prima di dodici settimane dall’arrivo in Italia
Orario flessibile, limitatamente al periodo iniziale
Scuola Secondaria
Non prima di quattro/sei settimane dall’arrivo in Italia
Inserimento in classe meno numerosa
Le misure sopra elencate, laddove risulti necessario, saranno formalizzate in sede di Consiglio di Classe e/o all’interno di un Piano Didattico Personalizzato
TEMI SENSIBILI
L’approccio alla storia personale
Famiglie di oggi
Libri di testo
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