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CURARE CON L'EDUCAZIONE
Testo di Michele Augurio
L’individuo non è un microcosmo a sé stante, ma è inserito in un contesto relazionale, ove si confrontano, si scontrano, si supportano e crescono altri individui, attraverso uno scambio continuo di esperienze ed emozioni.
In questo sistema relazionale non è pensabile che i sintomi, la diagnosi ed il trattamento di una pur minima problematicità venga letta come responsabilità solo del singolo individuo, ma come una disfunzione dell’intero sistema familiare. La diagnosi di una problematicità personale, pur facendo riferimento al funzionamento psicologico del singolo individuo, deve essere vista non solo all’interno della sua storia personale ma anche della storia relazionale di tutto il sistema di cui fa parte.
Ciò significa che ogni finalità di “sostegno ed aiuto” non può solo essere focalizzata sul singolo, ma deve aver presente la storia della sua vita in rapporto alle relazioni vissute, al contesto familiare e relazionale che ne ha caratterizzato ed indirizzato il suo processo di crescita. Così anche gli interventi di sostegno ed aiuto non possono essere concepiti solo come individuali, ma devono tener conto non solo del vissuto del singolo, ma anche il mondo relazionale ed affettivo che ne ha caratterizzato la vita pregressa.
Partendo da questa considerazione la metodologia, che ha caratterizzato l’intervento del nostro ufficio, ha avuto alla base un approccio sistemico.
APPROCCIO SISTEMICO – RELAZIONALE E COGNITIVO – COMPORTAMENTALE
La soddisfazione e la stabilità delle relazioni si basano su 3 fondamentali classi di variabili modificabili:
I meccanismi di adattamento nel contesto relazionale
Il grado di vulnerabilità individuale
Gli eventi stressanti che devono essere affrontati.
Nello specifico:
GLI SCAMBI COMPORTAMENTALI: in una relazione i processi di influenza e di controllo sono reciproci e circolari, ad un atto rinforzante segue un atto rinforzante; ad un atto punitivo segue un atto punitivo. Tali scambi con l’andar del tempo possono strutturarsi come elementi di interazione stabili e rinforzare la convinzione dell’irreversibilità della situazione.
Per identificare gli aspetti antecedenti ad eventi stressanti è opportuno fare un’analisi funzionale a ritroso, partendo dalle situazioni che si stanno vivendo.
Aspetti da valutare:
Capacità di affrontare e superare i conflitti
Abilità di comunicazione, capacità di saper risolvere i problemi, accomodamento (disponibilità al cambiamento)
Capacità di controllo degli stimoli (regolazione emotiva e comportamentale)
Influenze esterne
Benefici potenziali derivati da situazioni e relazioni esterne.
Su queste valutazioni teoriche, da anni è stato impostato il nostro “Progetto d’intervento CURARE con l’EDUCAZIONE”, poiché solo attraverso un progetto educativo relazionale è possibile ristabilire un clima di dialogo e piena condivisione progettuale. Il finanziamento ha permesso di potenziare notevolmente la presenza degli operatori sia per quanto riguarda gli orari di apertura, passando da tre a cinque giorni la settimana, e di presenza giornaliera con apertura sino alle 18. Una volta al mese si sono attivati anche presenze serali per quanto riguarda i gruppi sulla genitorialità, con gli adulti, ed il sabato pomeriggio (mensile) con il gruppo degli adolescenti.
In particolare, è stato creato uno Spazio Osservazione Gioco, per le famiglie con bambini più piccoli, spazio utile ad osservare le dinamiche relazionali tra i genitori ed i propri figli, per un maggior orientamento affettivo e relazionale adulto/bambino.
Pur nel rispetto della specificità dei vari servizi offerti il modello culturale e professionale al quale si è fatto riferimento, come sopra accennato, è stato quello sistemico, con interventi sinergici, così da poter offrire all’utenza una presa in carico che ha tenuto conto, non solo delle complessità delle situazioni, ma soprattutto ha permesso a tutti i membri della famiglia di potersi mettere in gioco in un sistema relazionale unico.
Il potenziamento degli interventi sopra citati, ha permesso in quest’anno settembre 2018 - agosto 2019 di poter accogliere 128 nuclei familiari, in alcune situazioni anche con interventi multipli sia del singolo professionista, che dei servizi offerti.
I meccanismi di adattamento sono processi cognitivi, emotivi e comportamentali che si attivano nelle relazioni e che possono influenzarle, come: deficit della comunicazione, distorsione nella valutazione dei pensieri e comportamenti dell’altro, incapacità di definire e superare le cause di un conflitto. Il grado di vulnerabilità, ovvero quando le caratteristiche personali (temperamento, storia familiare, modalità comportamentale, ecc.) possono influenzare le relazioni con gli altri nella qualità della vita. Eventi stressanti: situazioni impreviste (reali o percepite tali) che mettono in crisi la stabilità personale e che quindi richiedono un riadattamento al sistema relazionale. L’incapacità di gestire lo stress o carenze affettive o comunicative (di uno o di tutti i membri) possono rendere ancor più critica la situazione aumentando la percentuale di scambi punitivi o disfunzionali tra i vari membri e riducendo il livello di gratificazione reciproca.
SPAZIO ASCOLTO – TERAPIE BREVI
Lo spazio ascolto risponde al bisogno dell'individuo, della coppia o della famiglia di trovare un luogo di ascolto e di accoglienza per poter aprire uno spazio di riflessione orientato ad affrontare le criticità o le difficoltà sentite nella sfera delle relazioni fondamentali. Nello spazio ascolto vengono affrontate infatti diverse tematiche, particolare attenzione è tuttavia rivolta alla dimensione relazionale, in quanto le diverse difficoltà o criticità non riguardano mai solo l’individuo, come essere isolato, bensì tutto il nucleo familiare risulta esserne coinvolto. Le tematiche maggiormente affrontate riguardano conflitti generazionali relativi alla dimensione normativa, difficoltà nella comunicazione, difficoltà nel rapporto di coppia.
METODOLOGIA
Lo spazio ascolto è un servizio che si attiva su richiesta specifica della coppia o dell'individuo e, dopo una prima analisi della domanda, viene articolato un intervento specifico valutato sulla base dei bisogni dell’utenza. Dunque, il primo passo metodologico riguarda l’analisi della domanda iniziale, che risulta essere un momento cruciale in quanto la valutazione della situazione nella sua specificità è fondamentale per mantenere una visione che tenga conto della complessità dell’individuo/i e delle relazioni che coltivano. Abbiamo pertanto messo in atto tre tipologie di intervento differenti:
Colloqui di consulenza: rispondono ad un bisogno che riguarda un aspetto circoscritto e ben definito, generalmente consistono in un singolo incontro.
Interventi brevi: Rispondono ad una domanda più complessa e sfaccettata che necessita di un’articolazione più strutturata dell’intervento. Prevedono perciò una serie di incontri orientati a favorire un processo di riflessione da parte degli utenti e, soprattutto, a far emergere risorse utili per affrontare momenti di difficoltà/conflittualità. La durata dell'intervento e l'intervallo tra gli incontri variano in base alla singola situazione.
Percorsi di sostegno psicologico : rispondono ad un bisogno più profondo dell’utenza che consiste in una più approfondita presa in carico psicologica.
DATI NUMERICI
Grazie al potenziamento del servizio, nel periodo settembre 2018 - agosto 2019, sono stati presi in carico 42 nuclei familiari, per un totale di 86 colloqui.
SCUOLA
Anche l’area di supporto scolastico ha, non solo implementato la presa in carico degli interventi, ma ha avuto uno sviluppo più ampio anche dal punto di vista metodologico, che ha portato a prevedere diversi momenti d’incontro con i vari attori coinvolti nel mondo scolastico. Pertanto, dal Settembre 2018 ad oggi, le attività dedicate all’ambito scolastico hanno avuto la possibilità di accrescere notevolmente rispetto lo scorso anno (72 interventi).
METODOLOGIA
Il processo metodologico di questo servizio, poiché prevede il coinvolgimento di diversi attori (insegnanti, famiglie e minori), ha previsto un’articolazione della presa in carico, attraverso :
Inoltre:
Corsi di formazione per gli insegnanti, su varie tematiche come ad esempio il bullismo, l’uso dei social, l’accoglienza del bambino adottivo nel contesto classe, trasmettendo loro non solo nozioni sull’adozione, ma soprattutto aiutandoli ad osservare con occhi diversi alcuni comportamenti dei bambini adottivi. Inoltre, si è voluto creare uno spazio di riflessione e ascolto per le insegnati stesse, concludendo con dei laboratori di lettura di disegni prodotti dai bambini delle varie classi.
Laboratori con i gruppi classe volti a comprendere e sviluppare il senso d’accoglienza tra bambini, il rispetto dell’altro, l’uso dei social, per attivare un senso di appartenenza alla classe.
Serate tematiche che hanno visto la partecipazione sia dei genitori che degli insegnanti.
DATI NUMERICI
Nel periodo settembre 2018 – agosto 2019 sono stati presi in carico 57 nuclei familiari. Sono stati attivati 5 corsi formativi per insegnanti che hanno visto il coinvolgimento di 12 plessi scolastici. Ci sono stati 21 interventi nel gruppo classe e 14 serate informative genitori/insegnanti.
Un primo incontro con i genitori per accogliere le loro osservazioni rispetto alle difficoltà emerse nel contesto scolastico ; Incontro con il corpo docente per meglio definire la loro osservazione sul minore e le loro considerazioni di inserimento nel contesto classe ; Incontro con i genitori e i docenti per un progetto di aiuto condiviso ; Incontri per facilitare il processo comunicativo tra le insegnanti ed i genitori ; Progetti di assistenza extrascolastica per le situazioni familiari con particolari difficoltà (doposcuola per compiti) ; Progetti per anni di saldatura per bambini adottivi (indicazioni in quali classi inserirli) ; Incontri con i consigli di classe per aiuto nelle strategie relazionali da mettere in campo per una diversa gestione del gruppo classe.
OSSERVAZIONE GIOCO
Questo è il servizio che ha avuto lo sviluppo maggiore a seguito del finanziamento percepito, poichè è stato possibile assumere una consulente che ha permesso di prendere in carico le varie situazioni. Attraverso questo servizio si è notevolmente potenziato l’osservazione relazionale bambino/genitori, utilizzando il gioco non solo come momento di osservazione, ma soprattutto come sollecitazione educativa.
METODOLOGIA
Il gioco rappresenta un valido strumento per indagare le abilità cognitive e relazionali del bambino, osservandolo attraverso un’attività motivante è possibile ottenere dati caratterizzati da un’elevata validità ecologica. Si è deciso di progettare sedute di osservazione rivolte ai bambini che assumono la forma del gioco, inteso nella sua accezione più ampia di attività che lascia spazio alla libera manifestazione degli aspetti creativi. Tra i quali si possono citare la crescita, l'affermazione di sé, la fiducia negli altri, la curiosità, il desiderio incessante di esplorare, la creatività. I bambini occupano gran parte del tempo giocando ed esplorando oggetti, queste attività ricoprono un’importanza notevole in funzione dello sviluppo futuro. Più specificatamente le modalità ludiche promuovono l’integrazione di strategie necessarie per l’interazione con la realtà circostante e nel corso dello sviluppo, si osserva la presenza di tutta una sequenza di atti di gioco sempre più sofisticati, che corrisponde al raggiungimento di particolari tappe rilevabili in altri aspetti dello sviluppo cognitivo, quali la capacità di soluzione di problemi.
Il comportamento di gioco assumono un ruolo centrale nella valutazione dello sviluppo, soprattutto in fasi precoci o nel primo periodo di accoglienza del bambino adottivo nel nuovo contesto familiare, quando le limitazioni linguistiche e concettuali proprie dei bambini non permettono di considerare affidabili altri strumenti di valutazione basati sull’espressione verbale. In questi casi il gioco diventa la modalità comunicati privilegiata.
Le strategie sviluppate al fine di poter valutare il comportamento di gioco con oggetti sono raggruppabili in due categorie: gioco ‘spontaneo’ o gioco ‘suggerito’. Entrambe le modalità sono funzionali nell'osservazione e valutazione della qualità delle interazioni che si creano.
da un punto di vista metodologico le osservazioni si sono strutturate in due momenti: il primo caratterizzato dalla presenza del bambino con la psicologa ed un secondo momento nel quale l'operatrice lascia spazio ai genitori.
I punti che vengono tenuti in considerazione durante gli scambio ludici sono:
la capacità degli adulti di partecipare al gioco spontaneo del bambino
la capacità dell'adulto di creare scambi ludici guidati
la predisposizione del bambino nei confronti di un adulto non conosciuto e quella nei confronti delle figure di riferimento
A seguito delle osservazioni viene pianificato un incontro di restituzione ai genitori su quanto emerso. Le osservazioni hanno come focus privilegiato le dinamiche relazionali che si creano tra i partecipanti, ma viene dato anche un riscontro sullo sviluppo cognitivo e motorio.
DATI NUMERICI
Nell'ambito del progetto curare con l'educazione si sono volte 43 osservazioni attraverso il gioco dal mese di febbraio ad agosto 2019.
GRUPPO DI MUTUO AIUTO GENITORIALITÀ
Si è costituito un gruppo di mutuo aiuto, composto da 14 nuclei familiari per approfondire le tematiche inerenti la genitorialità, con particolare attenzione all’ascolto dei figli ed ai processi educativi da mettere in atto.
Gli incontri sono stati mensili da settembre 2018 a giugno 2019 per un totale di 10 incontri, coordinato da un operatore esperto.
Le tematiche trattate sono state :
Genitorialità ed ascolto dei figli
Crescita e cambiamento
L’evoluzione del ruolo genitoriale
Le regole educative
Come mi vedo : il mio essere genitore
Il senso di appartenenza al gruppo come momento di crescita.
GRUPPO ADOLESCENTI
L’innovazione più importante che il progetto in atto è stato la costituzione di un Gruppo di ragazzi coordinato da una figura professionale, così da permettere loro di poter liberamente discutere di ogni tematica, da loro sollecitata, riguardante il loro vissuto, i rapporti generazionali con i genitori, il gruppo dei pari come elemento di socializzazione. Si è costituito un gruppo stabile di 16 ragazzi, con incontri mensili, ove si è attivato anche uno spazio ludico ricreativo ( sabato dalle ore 18 alle ore 22). Sino ad ora si sono effettuati 9 incontri.
PRESA IN CARICO PSICOTERAPEUTICA
Il servizio prevede la presa in carico di situazioni più complesse, dopo attenta valutazione dell’equipe del nostro ufficio. La presa in carico ha dunque una durata maggiore ed è l’unico servizio che prevede il pagamento diretto da parte dell’utenza al professionista.
DATI NUMERICI
Ad oggi, risultano essere aperti 15 percorsi di psicoterapia.
OSSERVAZIONI FINALI
Non è stato possibile prendere in carico le altre richieste pervenute poiché la Sede attuale non permette di poter accogliere più utenti, avendo a disposizione solo due uffici. Per questo motivo come Associazione ANPIL abbiamo partecipato al Bando del Comune di Milano « Sguardi d’altrove nelle zone periferiche » ed abbiamo ottenuto una nuova Sede in Via Visconti n. 6 che ci consentirà in futuro di poter sviluppare ulteriormente i nostri servizi. Vi è ancora l’esigenza di potenziare ed ampliare la presenza dei vari operatori così da poter rispondere in modo adeguato alle continue richieste che pervengono. Le difficoltà da affrontare in questo periodo, per la nostra associazione sono soprattutto di carattere economico, poiché per mettere a norma la nuova Sede abbiamo bisogno di reperire 50.000,00.
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